Come arrivare all’Eremo delle Carceri in auto

Sibilla Ferraro • 19 ottobre 2026
Cortile dell'Eremo delle Carceri, con pozzo e vegetazione. Per arrivare in auto, seguire le indicazioni per il santuario.

Indice

La strada che sale da Assisi verso l’Eremo delle Carceri è breve, ma tra tornanti, indicazioni non sempre intuitive e parcheggi variabili conviene partire preparati. Qui trovi il percorso in automobile, gli accessi consigliati, le alternative per lasciare l’auto più in basso e le informazioni utili per organizzare una visita senza imprevisti.

Le indicazioni essenziali per raggiungere il santuario

  • Distanza di circa 4 km dal centro storico di Assisi.
  • Il riferimento più pratico è Via Eremo delle Carceri 38, sulle pendici del monte Subasio.
  • Dal parcheggio Matteotti si passa da Porta Cappuccini e si prosegue in salita per circa 4 km.
  • La strada presenta curve strette e pendenza: guidare con calma è più importante della rapidità.
  • Vicino all’ingresso esistono posteggi, ma nei periodi affollati è prudente considerare anche la sosta lungo il percorso autorizzato.

Cortile dell'Eremo delle Carceri, con pozzo e piante in vaso. Per arrivare in auto, seguire le indicazioni per il parcheggio.

Come arrivare in auto all’Eremo delle Carceri

L’Eremo delle Carceri si trova a circa 4 chilometri dal centro storico di Assisi, a quasi 800 metri di altitudine, lungo la strada che sale sul monte Subasio. In automobile, il punto di riferimento più preciso è Via Eremo delle Carceri 38, Assisi, anche se alcuni navigatori possono proporre deviazioni poco utili nella parte alta della città.

Arrivando dall’esterno, il percorso più comune passa dalla superstrada E45 e dall’uscita per Assisi. Da Firenze si può viaggiare in direzione Valdichiana, Perugia e poi Assisi; da Roma il tragitto passa generalmente da Orte, Perugia e dalla viabilità che conduce alla città serafica.

Una volta raggiunta Assisi, conviene orientarsi verso piazza Matteotti e seguire le indicazioni per Porta Cappuccini e Monte Subasio. Superata la porta, la strada continua in salita tra ulivi e bosco, con diversi tornanti. Io preferisco impostare il navigatore prima su Porta Cappuccini e solo dopo sull’eremo, perché in questo modo si riduce il rischio di imboccare strade secondarie non adatte alla visita.

Il tratto da Assisi al santuario richiede un po’ di attenzione

Dal centro di Assisi all’eremo il tragitto è breve, ma non va affrontato come un normale spostamento urbano. La carreggiata sale tra curve ravvicinate, tratti ombreggiati e pendenze sensibili, soprattutto dopo Porta Cappuccini. Nei fine settimana e durante le festività è facile incontrare pedoni, ciclisti e automobili che procedono lentamente.

La strada è percorribile con una normale automobile, ma suggerisco di evitare sorpassi e di affrontare i tornanti mantenendo una velocità bassa. In caso di pioggia, nebbia o ghiaccio, il tratto boschivo può diventare più impegnativo e la visibilità peggiora rapidamente. Anche in estate, arrivando nel tardo pomeriggio, alcune zone restano fresche e umide.

Leggi anche: Eremo di San Bartolomeo - Come arrivare senza errori

Quale destinazione inserire nel navigatore

La destinazione più affidabile è Via Eremo delle Carceri 38, 06081 Assisi PG. Se il navigatore non riconosce correttamente il numero civico, si possono utilizzare come riferimenti intermedi Porta Cappuccini, Monte Subasio o il parcheggio Matteotti.

È meglio non seguire automaticamente ogni scorciatoia proposta dall’app. La viabilità locale comprende strade strette e accessi con caratteristiche diverse, mentre il percorso principale verso il santuario è quello che sale da Assisi passando dalla zona di Porta Cappuccini.

Dove parcheggiare vicino all’Eremo delle Carceri

Davanti all’ingresso dell’eremo sono presenti diversi posteggi, una soluzione comoda soprattutto per chi ha bambini, bagagli o difficoltà motorie. La disponibilità, però, non è garantita nelle ore di maggiore affluenza. Il parcheggio vicino all’ingresso va quindi considerato come la prima possibilità, non come una certezza.

Quando gli spazi più vicini sono pieni, è possibile valutare le aree di sosta lungo il tratto autorizzato della strada, sempre rispettando la segnaletica. Un riferimento conosciuto è il parcheggio della Cava dei Francesi, dal quale l’ingresso dell’eremo si raggiunge con una breve camminata in salita. Prima di lasciare l’auto è importante controllare i divieti, perché curve e carreggiata devono restare libere per i mezzi di soccorso.

Soluzione Distanza dall’ingresso Quando conviene
Posteggi davanti all’eremo Immediata Per chi arriva presto o necessita di ridurre al minimo il tratto a piedi
Area della Cava dei Francesi Breve percorso in salita Quando i posti più vicini sono occupati
Parcheggio Matteotti Circa 4 km su strada Per abbinare la visita dell’eremo a quella del centro storico

Le regole di sosta possono cambiare in occasione di eventi, lavori stradali o periodi di grande afflusso. Per questo controllo sempre i cartelli sul posto e non lascio l’auto nei piccoli slarghi non chiaramente destinati al parcheggio.

Lasciare l’auto ad Assisi e salire a piedi

Se vuoi visitare anche la città, lasciare l’auto nei parcheggi di Assisi può essere la scelta più equilibrata. Dal settore di Porta Cappuccini parte il sentiero 350, che conduce all’eremo con un percorso di circa 3,5 chilometri. È una soluzione suggestiva, ma non equivalente a una passeggiata pianeggiante: servono scarpe con buona aderenza e un margine di tempo adeguato.

La camminata permette di entrare gradualmente nel paesaggio del Subasio, tra bosco e scorci sulla valle. Io la prenderei in considerazione soprattutto in primavera e in autunno, mentre nelle ore calde estive è meglio partire presto e portare acqua. Con passeggini, persone anziane o mobilità ridotta, l’automobile resta generalmente l’opzione più pratica.

Esiste anche un collegamento pubblico stagionale tra Assisi e l’eremo, ma gli orari possono variare in base al periodo. Se non vuoi affrontare la salita in auto o preferisci evitare problemi di parcheggio, conviene verificare il servizio disponibile prima della partenza.

Accessibilità e visita senza sorprese

Chi arriva in auto con una persona con disabilità può chiedere l’apertura del cancello sulla destra dell’ingresso, seguendo le indicazioni del personale. Dopo circa 100 metri di strada sterrata è possibile raggiungere un’area vicina al monumento, anche se alcune parti della visita restano accessibili solo con accompagnamento.

Il complesso comprende la chiesa di Santa Maria delle Carceri, il chiostro, le celle e i luoghi legati alla presenza di san Francesco. Il terreno non è completamente uniforme e presenta rampe, gradini e tratti in pendenza. Prima di partire, per esigenze specifiche, è prudente contattare direttamente il santuario e chiedere quali ambienti siano visitabili nelle condizioni desiderate.

Gli orari indicati dagli enti locali sono generalmente dalle 6:30 alle 18:00 nei feriali e dalle 7:30 alle 18:00 nei festivi, con estensione serale durante l’ora legale. L’accesso al santuario è gratuito, ma le modalità di visita guidata e gli orari delle celebrazioni possono seguire una programmazione diversa.

Il momento migliore per arrivare in automobile

Per trovare posto e guidare con maggiore tranquillità, il momento migliore è la prima mattina, soprattutto nei weekend, nei ponti primaverili e nei giorni legati alle celebrazioni francescane. Tra tarda mattinata e primo pomeriggio la strada può essere più trafficata e gli spazi davanti all’ingresso tendono a esaurirsi.

Un buon compromesso consiste nel visitare l’eremo presto e dedicare poi il resto della giornata ad Assisi o ai percorsi del monte Subasio. In questo modo si evita di dover riportare l’auto su una strada affollata nelle ore centrali e si può vivere il santuario con il silenzio che lo rende davvero speciale.

Una salita breve che merita di essere organizzata bene

Raggiungere l’Eremo delle Carceri in automobile è semplice se si considera la salita come parte dell’esperienza. Dal centro di Assisi bastano pochi chilometri, ma parcheggio, condizioni della strada e orario di arrivo fanno la differenza tra una visita comoda e una sosta complicata.

La mia scelta sarebbe arrivare presto, seguire il percorso da Porta Cappuccini, tentare il posteggio vicino all’ingresso e avere già un’alternativa pronta nel caso fosse pieno. Dopo la visita, una breve passeggiata nel bosco o una tappa nel centro di Assisi completa bene una giornata dedicata ai luoghi francescani dell’Italia centrale.

Questo articolo ha carattere esclusivamente informativo ed educativo. Il materiale è stato elaborato con il supporto di moderni strumenti analitici e linguistici (IA). Prima di prendere una decisione, consulta un esperto.

Domande frequenti

Dal parcheggio Matteotti si passa da Porta Cappuccini e si prosegue in salita per circa 4 chilometri verso il monte Subasio. Nel navigatore è consigliabile inserire prima Porta Cappuccini e poi Via Eremo delle Carceri 38, così da ridurre il rischio di imboccare strade secondarie poco adatte.

Vicino all’ingresso sono disponibili alcuni posteggi, ma possono esaurirsi nelle ore di maggiore affluenza. In alternativa si può valutare l’area della Cava dei Francesi, raggiungendo poi l’eremo con una breve camminata in salita, oppure lasciare l’auto al parcheggio Matteotti e visitare anche il centro di Assisi.

Da Porta Cappuccini parte il sentiero 350, lungo circa 3,5 chilometri, con un percorso nel bosco e in salita. Esiste anche un collegamento pubblico stagionale, ma gli orari cambiano in base al periodo e vanno verificati prima della partenza.

Chi arriva in auto può chiedere al personale l’apertura del cancello sulla destra dell’ingresso e percorrere circa 100 metri di strada sterrata fino a un’area vicina al monumento. Il complesso presenta comunque rampe, gradini e tratti in pendenza; per conoscere gli ambienti visitabili è prudente contattare direttamente il santuario.

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Autor Sibilla Ferraro
Sibilla Ferraro
Mi chiamo Sibilla Ferraro e ho accumulato 15 anni di esperienza nel campo del turismo, della natura e dell'enogastronomia marchigiana. La mia passione per queste tematiche è nata durante un viaggio nel cuore delle Marche, dove ho scoperto la bellezza dei paesaggi e la ricchezza delle tradizioni culinarie locali. Da quel momento, ho dedicato la mia carriera a esplorare e raccontare le meraviglie di questa regione, aiutando i lettori a comprendere le sfumature della cultura marchigiana e a scoprire luoghi autentici. Nel mio lavoro, mi impegno a fornire informazioni utili, accurate e sempre aggiornate. Mi piace approfondire ogni aspetto del turismo marchigiano, dall'analisi delle tendenze alle tradizioni gastronomiche, semplificando argomenti complessi e confrontando fonti per garantire una visione chiara e precisa. La mia ambizione è rendere accessibili a tutti le meraviglie della mia terra, invitando chiunque a scoprire e apprezzare la bellezza delle Marche.

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